| La storia |
........USA LA FANTASIA PER CALARTI IN QUESTO MONDO COSI' LONTANO DA NOI!Un tuffo nel passato e come per magia si ha come l’impressione di trovarsi in pieno Rinascimento. La sfilata storica che l’ultima domenica di settembre richiama migliaia di visitatori nelle strade di Mortara rievoca il periodo più splendido che la Lombardia abbia vissuto, quello del ducato sforzesco e della corte milanese di Ludovico il Moro e Beatrice D’Este. Le strade cittadine accolgono i figuranti suddivisi nelle sette contrade mortaresi, ciascuna con rappresentanti d’arti e mestieri che a giusta ragione fecero sì che per parecchi decenni, nella seconda metà del ‘400, il ducato di Milano fosse lo stato più ricco dell’intera Europa rinascimentale. La Contrada delle Braide sventola il drappo araldico dai colori giallo-rosso. I figuranti incedono a passo cadenzato, personificando quei personaggi che da secoli sono racchiusi nei libri di storia locale. L’ordine di sfilata è rigoroso, studiato perché possa rispettare fedelmente la scala gerarchica della società rinascimentale. La raffinata ambientazione rinascimentale, le atmosfere tipicamente nobiliari e il lascito rurale della corporazione nel nostro territorio si uniscono con l’assoluta qualità costumistica messa in campo dalla Contrada delle Braide negli ultimi anni. I costumi sono realizzati seguendo una maniacale ricerca storica che li rende sempre più ricchi di particolari fedeli all’originale. E’ così che nascono costumi che riproducono fedelmente dipinti da Leonardo, Ghirlandaio, Raffaello, Bartolomeo Veneto. Ciò è stato possibile per l’autentica passione che anima la nostra contrada che si adopera con cura e sacrificio per rendere tutto conforme al dettaglio. L’alfiere porta il vessillo giallo-rosso della contrada, seguono i popolani, inquadrati nella corporazione dei mugnai con attrezzi del mestiere, carretti e successivamente i nobili con le loro dame. Chiudono il corteo il Capitano Simone Ciaramella con la sua Dama Silvia Piani. L’atmosfera è resa ancor più storica dall’ininterrotto rullare dei tamburi affidati a baldi e giovani contradaioli. |
